8–11 ottobre 2026

Tornare a casa nel Sé

Quattro giorni residenziali per chi sente che è arrivato il momento di smettere di adattarsi e iniziare a vivere la propria vita.

Casa Archimede

Montegrino Valtravaglia (VA) · Lago Maggiore

Le porte della prima Casa di Estia si aprono.

Ci sono momenti nella vita in cui abbiamo bisogno di fermarci abbastanza a lungo da ascoltare ciò che, dentro di noi, chiede spazio da molto tempo.

Molte persone arrivano a questo momento dopo anni trascorsi cercando di trovare il proprio posto in ambienti e relazioni che non sembravano comprenderle davvero. Hanno costruito una vita che funziona, ma che giorno dopo giorno calza sempre più stretta. Una parte di loro si è abituata a fare meno rumore, a occupare meno spazio, a trattenere il proprio sentire.

Tornare a casa nel Sé nasce per questo.

Per offrirti quattro giorni in cui tutto ciò che ti circonda — la casa, il corpo, il ritmo delle giornate, la natura, le relazioni e le pratiche — smetta di chiederti di adattarti e inizi a sostenere ciò che sei.

Casa Archimede non è semplicemente il luogo che ospita il Retreat. È la prima Casa di Estia, il luogo in cui il nostro Metodo ha preso forma nella vita quotidiana. Per quattro giorni entrerai in una casa pensata per ricordarti come ci si sente quando la vita torna a organizzarsi intorno alla tua Anima.

C’è un filo che continua a tornare

Negli ultimi vent’anni abbiamo incontrato centinaia di persone e ascoltato vite molto diverse tra loro. C’era chi lavorava in un’azienda, chi insegnava, chi aveva costruito una famiglia, chi stava cercando di ricominciare dopo una separazione, chi aveva lasciato un lavoro sicuro e chi, invece, non trovava ancora il coraggio di farlo.

All’inizio ci sembravano storie completamente diverse. Ascoltandole davvero, però, abbiamo riconosciuto un filo che ritornava con sorprendente regolarità.

– Anna

Anna per il suo primo colloquio di lavoro dopo la maternità aveva scelto una posizione al di sotto delle proprie competenze perché aveva bisogno di ricominciare e pensava: «Mi va bene, basta che mi scelgano». Alla fine del colloquio le dissero che era “troppo qualificata”.

Tornò a casa profondamente arrabbiata. Non per il lavoro ma per la frustrazione di essersi rimpicciolita ancora una volta, per poi scoprire che non bastava nemmeno più quello.

– Serena

Serena quasi senza accorgersene, aveva iniziato a parlare sempre meno. All’inizio partecipava alle cene con gli amici, raccontava quello che vedeva e sentiva. Poi arrivavano sempre le stesse frasi:

«Prendi tutto troppo sul serio».

«Sei troppo sensibile».

«Non puoi salvare il mondo».

Così, era finita col sorseggiare il suo vino, ascoltare gli altri e starsene lì seduta sperando di riuscire a trattenere tutto il suo “troppo” e a finire la cena senza sentirsi, ancora una volta, fuori posto.

– Giulia

Giulia sul lavoro guidava persone, prendeva decisioni importanti e portava avanti progetti complessi. Eppure, dopo ogni conversazione importante con il suo compagno, finiva a sparecchiare la tavola sentendosi sbagliata e incapace di farsi comprendere davvero.

Troppo emotiva. Troppo esigente. Troppo complicata. Alla fine si ritrovava ogni volta a pensare che forse, davvero, stava chiedendo troppo alla vita.

– Miriam

Miriam era accompagnata da tempo da un sottofondo di angoscia, nella vita e nel lavoro, e che non riusciva più a ignorare.

Sentiva il bisogno di una vita più semplice, più vicina alla natura e, insieme, il desiderio profondo di contribuire a un mondo e a una società che percepiva sempre più fragili. Il suo lavoro, però, la costringeva ogni giorno a scelte che non sentiva sue.

Ci ha colpite con una domanda semplicissima e precisa:

«Che cosa posso fare per avvicinarmi alla vita che sento giusta e, allo stesso tempo, essere utile agli altri?»

*Queste storie sono reali. Abbiamo cambiato i nomi e alcuni dettagli per proteggere la riservatezza delle persone

Poi c’erano i loro corpi.

Spalle che non riuscivano più a rilassarsi. Il respiro che sembrava fermarsi sempre un po’ troppo in alto. Un nodo alla gola difficile da spiegare. Il diaframma contratto. Una stanchezza che il riposo non riusciva a sciogliere.

Donne che raccontavano di sentirsi continuamente gonfie, indipendentemente da quello che mangiavano, o di vedere il proprio corpo cambiare senza comprenderne il motivo. Altre parlavano di improvvise crisi d’ansia, di attacchi di panico o della sensazione di vivere costantemente in uno stato di allerta.

Quasi tutte, prima o poi, pronunciavano la stessa frase:

«Non capisco cosa mi stia succedendo».

Vite diverse, circostanze diverse, storie diverse.

Eppure la vita continuava a mostrarci lo stesso filo, ogni volta intrecciato in una forma nuova.

Perché succede?

Le persone che abbiamo incontrato hanno qualcosa in comune. Non solo tra loro. Anche con noi.

Sono persone sensibili, intelligenti, profonde, creative. Vedono possibilità che altri non vedono, hanno un forte senso della giustizia e desiderano sinceramente contribuire alla vita e al benessere degli altri.

Eppure fanno uno sforzo enorme per essere amate, non sentirsi sole e vivere una vita normale, senza doversi giustificare continuamente per ciò che sono.

Per riuscirci hanno imparato, poco alla volta, a rimpicciolirsi.

I loro doni non sempre sono stati compresi o accolti. Spesso sono diventati un problema.

Così hanno iniziato a nasconderli dietro un atteggiamento più modesto delle proprie capacità, un silenzio, una relazione “normale”, un appartamento arredato come si deve ma senza nulla di personale o un corpo che si irrigidisce e trattiene.

All’inizio questi gusci sembrano proteggere. Poi diventano così stretti da fondersi con la pelle e non capire più dove finisce la corazza e dove cominciamo noi. Fino a dirci:

«Lascia perdere… questa è la vita. Non c’è nulla di più».

Eppure i nostri doni non scompaiono.

Siamo noi che smettiamo di vederli e, con loro, dimentichiamo la parte più vera di noi.

La nostra Anima.

E allora come possiamo ricordare?

Viene naturale pensare che basti capire perché ripetiamo gli stessi schemi e da dove arrivano.

Ma non basta.

L’essere umano non è un progetto da aggiustare. L’Anima non è un motore da riparare.

È come un seme.

Un seme non fiorisce perché gli spieghiamo come dovrebbe crescere. Fiorisce quando incontra il terreno giusto.

Lo stesso accade a noi. Possiamo comprendere ciò che ci è successo, ma se continuiamo a vivere nelle condizioni che alimentano ogni giorno i nostri automatismi, trasformarli diventa quasi impossibile.

Perché gli schemi non vivono soltanto nella mente.

Prendono forma nella Casa che abitiamo. Si imprimono nel Corpo,come abitudini, posture, atteggiamenti. Si mettono in scena nella Psiche, attraverso pensieri, emozioni, relazioni e comportamenti che ripetiamo sempre uguali a se stessi, quasi senza accorgercene.

Casa, Corpo e Psiche sono i tre luoghi attraverso cui la stessa storia continua a raccontarsi.

Osservandoli insieme possiamo riconoscere gli schemi che hanno compresso la nostra Anima. Trasformandoli insieme possiamo creare le condizioni perché possa tornare a esprimersi.

E’ da qui che nasce il Retreat Tornare a casa nel sè: uno spazio sacro di ascolto.

La casa e la natura ti accolgono. Le pratiche permettono al corpo di rilasciare tensioni e blocchi per tornare a respirare. Il ritmo delle giornate, lascia spazio e risveglia l’ascolto insieme al silenzio e alle relazioni con poche persone che hanno scelto di compiere lo stesso passaggio.

Non possiamo insegnarti chi sei.

Possiamo creare il terreno nel quale ricordarlo e vederlo con chiarezza diventa possibile.

Il Percorso & il Programma

Il percorso

Dalla preparazione prima dell’arrivo all’accompagnamento dopo il ritorno

Un cammino che comincia prima dell’arrivo

Il Retreat non inizierà il giorno in cui varcherai la porta di Casa Archimede.

Dal momento in cui confermerai la tua partecipazione riceverai cinque videolezioni attraverso le quali conoscere le basi del Metodo Estia e comprendere i principi sui quali lavoreremo insieme.

Avrai inoltre accesso a una pratica corporea dedicata al rilascio delle tensioni fisiche. Potrai iniziare a utilizzarla nelle settimane precedenti, preparando il corpo all’ascolto e creando il terreno sul quale proseguiremo il lavoro a Casa Archimede.

Arriverai così al Retreat avendo già iniziato il cammino, con un linguaggio comune e una prima esperienza concreta di ciò che accade quando il corpo può finalmente lasciare andare.

Il cuore del percorso: quattro giorni a Casa Archimede

I quattro giorni a Casa Archimede saranno il momento in cui potrai entrare pienamente nell’esperienza.

A Casa Archimede accadrà qualcosa di diverso.

Per quattro giorni la casa, il corpo, la natura, il ritmo delle giornate, le relazioni, il silenzio e le pratiche inizieranno a sostenere la stessa direzione.

Potrai fare esperienza di come ci si sente quando ciò che ti circonda sostiene la persona che sei davvero, invece di chiederti continuamente di adattarti.

Quell’esperienza potrà diventare un punto di riferimento.

Una memoria viva, esperienziale e corporea a cui tornare ogni volta che sentirai di esserti allontanata da te stessa.

Il viaggio che vivremo insieme

I quattro giorni sono stati pensati come un unico viaggio.

Abbiamo scelto di custodire alcuni dettagli dell’esperienza, perché la mente non possa preparare in anticipo le risposte seguendo gli automatismi di sempre.

L’autenticità non si prepara.

Si incontra.

Possiamo però raccontarti il ritmo che abiteremo e la direzione del cammino che attraverseremo insieme.

Il ritmo delle giornate

Le giornate a Casa Archimede inizieranno presto, ma senza fretta.

Al mattino entreremo nel silenzio e nella pace della natura attraverso la pratica Yoga, lasciando che il respiro e il movimento ci riportino nel corpo, nella presenza e nell’ascolto.

Poi condivideremo la colazione. Quando il tempo lo permetterà, la gusteremo all’aperto; negli altri giorni ci raccoglieremo nel soggiorno della casa, uno spazio creato per accogliere, nutrire la relazione e farci sentire parte dello stesso cerchio.

Da lì entreremo nel cuore del lavoro.

Le giornate saranno intense e attraverseremo passaggi importanti, ma lo faremo con un ritmo diverso da quello a cui siamo abituati.

Non ci saranno risultati da raggiungere, risposte giuste da trovare o qualcosa da dimostrare. Il lavoro nascerà dall’ascolto, dalla presenza e dal contatto con ciò che sta realmente accadendo dentro di noi.

Le pratiche, il tempo nella natura, i rituali, le esperienze con Casa, Corpo e Psiche e i cerchi di condivisione si alterneranno ai momenti personali di silenzio, riposo e contemplazione.

Ogni esperienza richiederà partecipazione, disponibilità e attenzione. Allo stesso tempo, ogni passaggio avrà il proprio spazio e ci condurrà naturalmente verso quello successivo, come una danza che accompagna senza spingere.

Ci saranno momenti per stare insieme e momenti per tornare a sé. Spazi per ascoltare le parole degli altri e spazi per lasciare sedimentare ciò che si sarà mosso dentro di noi, tra il bosco, il giardino, il dojo e le stanze di Casa Archimede.

Anche i pasti vegetariani, preparati con cura e condivisi intorno alla tavola, faranno parte di questo ritmo.

Scopriremo che è possibile lavorare profondamente su di sé senza entrare nella prestazione. Che possiamo essere pienamente coinvolti senza forzarci.

E che, quando il corpo, il tempo e ciò che ci circonda sostengono la stessa direzione, anche il lavoro più profondo può diventare un modo per avvicinarci alla vita, invece di allontanarci da noi stessi.

Il percorso continua dopo il ritorno

Quando tornerai a casa, la tua vita sarà ancora lì ad aspettarti.

Ma ci sarai anche tu, riconnessa alla tua anima.

Con una memoria viva dell’esperienza, una direzione più chiara e strumenti concreti per continuare il cammino.

Riceverai una pratica Yoga da portare nella quotidianità, pensata per sostenere il corpo e mantenere vivo il contatto con ciò che avrai riconosciuto durante il Retreat.

Avrai inoltre accesso a:

• una chat dedicata, per restare in contatto con noi e con il gruppo;

• due coaching call di gruppo, a trenta e sessanta giorni dal Retreat;

• la community di Estia, per continuare a condividere e nutrire il cammino insieme.

L’accompagnamento successivo ti aiuterà a osservare ciò che accade nel ritorno alla vita di tutti i giorni, sostenere i passaggi che avrai iniziato e trasformare quanto emerso in gesti concreti e sostenibili nella Casa, nel Corpo, nelle relazioni e nelle scelte quotidiane.

Perché ciò che vivrai durante il retreat possa continuare a prendere forma nella tua vita.

Il programma

Il cammino dei quattro giorni

Primo giorno — Varcare la soglia

Entrerai nel ritmo della casa, incontrerai il gruppo e inizierai a osservare te stessa e la tua vita da una prospettiva diversa. Attraverso il corpo, i simboli, la condivisione e le prime pratiche creeremo le condizioni perché gli schemi abituali possano, poco alla volta, diventare visibili.

Secondo giorno — Attraversare ciò che emerge

Il Corpo, la Casa, la Psiche, la natura e le relazioni diventeranno modi diversi di osservare la stessa storia. Il ritmo più lento permetterà di accogliere ciò che normalmente viene coperto dal rumore quotidiano, comprenderlo più profondamente e lasciare che qualcosa inizi a sciogliersi.

Terzo giorno — Incontrare il Sé

Quando gli schemi si allentano si crea spazio. Il silenzio, il corpo, la natura, i rituali e la contemplazione sosterranno un’unica domanda:

Chi sono io, quando smetto di adattarmi?

Sarà il momento dedicato a riconoscere la tua verità interiore e a fare esperienza di cosa significhi essere, senza dover essere.

Quarto giorno — Portarlo nella vita

Raccoglieremo ciò che sarà emerso e inizieremo a tradurlo in gesti concreti e sostenibili.

Attraverso le Carte di Estia individuerai anche la parte della tua casa che, in questo momento, chiede di essere osservata o trasformata per sostenere nel quotidiano il passaggio compiuto durante il Retreat.

Tornerai con una direzione più chiara, una pratica da continuare e un’indicazione concreta da portare nella tua casa e nella tua vita.

La domenica non rappresenterà la fine del viaggio.

Sarà il momento in cui inizierai a portarlo con te.

Le guide

Ad accompagnarti saremo noi, Luna e Francesca, le custodi di Estia e le guide di questo cammino.

Portiamo esperienze, formazioni e qualità diverse, che si incontrano nello stesso modo di intendere la guida. Camminiamo accanto alle persone e partecipiamo alle pratiche, mantenendo la responsabilità di custodire il gruppo e la direzione dell’esperienza.

Luna tiene insieme il viaggio nella sua interezza e legge ciò che emerge. Francesca accompagna l’ascolto, le relazioni e il modo in cui ogni persona attraversa emotivamente il processo.

Insieme creiamo uno spazio nel quale sentirsi accolti senza essere trattenuti, accompagnati senza essere sostituiti e liberi di riconoscere la propria direzione.

Luna Rossi

Fondatrice e custode di Estia, guida del Retreat

Luna conosce la sensazione di sentirsi inadeguata, incompresa e incapace di riconoscere valore a ciò che sente. Per molto tempo anche lei ha cercato di adattarsi a una vita che non riusciva a contenere pienamente ciò che era.

La sua ricerca è iniziata a diciannove anni. Nel tempo ha continuato a studiare, sperimentare e trasformare la propria vita, fino a trovare non soltanto una strada, ma una bussola.

Oggi Luna vive pienamente la vocazione della propria Anima.

Estia, il Metodo che ha creato e il modo in cui accompagna le persone sono l’espressione concreta di quella vocazione: una direzione che incarna ogni giorno nella propria vita.

Per oltre vent’anni ha studiato e osservato l’essere umano attraverso il rapporto tra persona e casa, corpo, schemi familiari e relazionali, vocazione, Anima e cicli naturali. Ha insegnato Feng Shui per dodici anni e, attraverso il lavoro sugli spazi, ha accompagnato più di mille persone a ritrovare se stesse. Da questa esperienza, insieme allo studio e alla pratica dello Yoga, è nato il Metodo Estia.

Il suo modo di accompagnare unisce dolcezza e forza. Luna ascolta senza giudicare, sa riconoscere ciò che si muove anche quando non ha ancora trovato parole e resta presente nei momenti più intensi, custodendo una direzione chiara.

Non sceglie al posto della persona. La aiuta a ritrovare dentro di sé la forza e la chiarezza necessarie per compiere il proprio passaggio.

Francesca Bonati

Custode di Estia e guida del Retreat

Francesca conosce il cammino che conduce dal non sentire più al tornare profondamente in contatto con sé.

Ha attraversato un tempo in cui non riusciva più ad ascoltare il proprio corpo e le proprie emozioni. Nel suo percorso ha trasformato schemi familiari, imparato ad accogliere la propria sensibilità e ricostruito, passo dopo passo, una direzione capace di appartenerle davvero.

La sua formazione nel Counseling, nello Yoga e nel Feng Shui sostiene un ascolto che comprende il corpo, le emozioni, le parole e ciò che si muove nelle relazioni.

Francesca sa ascoltare senza invadere e stare accanto alla vulnerabilità senza cercare di risolverla. La sua presenza crea naturalmente un clima nel quale le persone possono sentirsi a proprio agio e lasciare emergere ciò che non aveva ancora trovato parole.

Durante il Retreat facilita le condivisioni, sostiene i passaggi emotivi e custodisce il gruppo. Pratica insieme alle partecipanti e porta nel cammino la propria umanità, restando responsabile dello spazio e permettendo a ciascuna persona di tornare a sentire con i propri tempi.

Casa Archimede

4 camere

8 posti letto

max 10 partecipanti

Casa Archimede

Casa Archimede, una casa vera, la prima Casa di Estia

Ad ospitarci è Casa Archimede, una casa vera, la prima Casa di Estia.

Casa Archimede si trova a Montegrino Valtravaglia (VA), tra i boschi e il Lago Maggiore.

Per molti anni è stata una casa di famiglia, parte della nostra vita e del luogo in cui viviamo ogni giorno. Ad un certo punto ci siamo accorti che questo spazio non era solo per noi, e che non aveva senso cercare altrove il luogo in cui ospitare Estia, perchè questa è anche la sua casa.

Casa Archimede è stata progettata e ristrutturata con le nostre mani, seguendo il Metodo Estia. Ogni spazio è pensato per sostenere la presenza, la relazione e l’espressione dell’Anima.

È uno spazio semplice. Gli arredi sono essenziali e molti provengono dal recupero. La natura entra dalle finestre e il bosco, il Lago Maggiore e il piccolo dojo immerso nel verde diventano parte della vita quotidiana.

Il ritmo che vivrai durante il Retreat non è stato costruito soltanto per questi quattro giorni.

È il modo in cui cerchiamo di abitare ogni giorno la casa, il corpo, il tempo e le relazioni.

Casa Archimede nasce proprio da questa esperienza: dalla possibilità concreta di creare una quotidianità nella quale la semplicità, la natura, la presenza e l’ascolto siano parti della vita.

La Casa dispone di otto posti letto. Il gruppo potrà essere composto da un massimo di dieci partecipanti: otto persone potranno alloggiare nella casa e due potranno partecipare senza pernottamento.

Abbiamo scelto di mantenere il gruppo raccolto per conoscere davvero chi arriva, accompagnare ogni passaggio con presenza e custodire il clima di fiducia di cui questo lavoro ha bisogno.

Informazioni pratiche

Date, orari, camere, pratiche e accessibilità

Il Retreat inizierà alle 14:00 di giovedì 8 ottobre e terminerà dopo il pranzo di domenica 11 ottobre 2026.

Le camere

Gli otto posti letto sono distribuiti in quattro camere:

- due camere doppie con due letti singoli;

- due camere matrimoniali, nelle quali il letto sarà condiviso da due partecipanti.

Tutte le camere sono condivise e non è prevista la possibilità di riservarne una a uso singolo.

Prima del Retreat raccoglieremo preferenze ed eventuali esigenze per organizzare le sistemazioni con la maggiore cura possibile. Quando non sarà possibile assegnare due letti singoli, la condivisione del letto matrimoniale potrà avvenire anche tra persone che non si conoscono.

Le pratiche

Non è necessario avere esperienza di Yoga, meditazione o altre pratiche corporee.

Le attività sono accessibili anche a chi si avvicina a queste esperienze per la prima volta e potranno essere adattate nel rispetto delle possibilità del corpo di ciascuna persona.

Prima del Retreat raccoglieremo le informazioni necessarie per conoscere eventuali esigenze fisiche.

Quando il Retreat non è indicato

Il Retreat è un’esperienza di ascolto, crescita personale e pratica corporea. Non sostituisce un percorso medico, psicologico o psicoterapeutico.

Non è indicato per chi sta attraversando una fase di grave sofferenza psicologica o una condizione che richiede un accompagnamento clinico specialistico.

Casa Archimede presenta inoltre alcune barriere architettoniche che non la rendono pienamente accessibile alle persone con mobilità significativamente ridotta.

Se hai dubbi rispetto alla tua situazione, puoi segnalarcelo nella candidatura. Ne parleremo durante il primo incontro per comprendere se l’esperienza e gli spazi possono accoglierti in modo adeguato.

Il contributo

Diverse modalità di accesso, fondate sull’etica di Estia: una quota base e la possibilità di sostenere il cammino di altre persone.

Il contributo base per la formula residenziale è di 690 euro e comprende:

• cinque videolezioni di preparazione;

• una pratica corporea per preparare il corpo;

• l’intero percorso da giovedì a domenica;

• tutte le pratiche, i rituali e le attività;

• il lavoro con le Carte di Estia;

• colazione, pranzo e cena vegetariani;

• tè, tisane e snack durante le pause;

• tre pernottamenti a Casa Archimede;

• la pratica Yoga da continuare a casa;

• la chat dedicata;

• due coaching call di gruppo a trenta e sessanta giorni;

• l’accesso alla community di Estia.

Sono inoltre disponibili due posti riservati a chi abita o soggiorna nelle vicinanze e sceglie di partecipare al Retreat senza pernottare presso la struttura, in questo caso la quota di partecipazione è di 490 euro e comprende l’intero percorso, tutti i pasti e l’accompagnamento precedente e successivo al Retreat. Il contributo non comprende l’alloggio né gli eventuali costi ad esso connessi.

Le attività iniziano ogni mattina alle 8:00 e terminano indicativamente alle 21:30. Casa Archimede si trova in un luogo isolato e non è servita comodamente dai mezzi pubblici. Per partecipare senza pernottamento è quindi necessario disporre di un mezzo proprio e poter essere presenti durante l’intero programma.

La formula residenziale rimane quella che consigliamo, perché la vita nella casa, dal risveglio fino alla conclusione della giornata, è parte integrante dell’esperienza.

Chi desidera contribuire anche alla partecipazione di altre persone potrà scegliere un contributo di sostegno, superiore alla quota base. La parte aggiuntiva verrà destinata a rendere il Retreat o altre attività di Estia accessibili a chi non potrebbe sostenerne interamente il costo.

Testimonianze

Non è un Retreat per tutti

Crediamo che alcune esperienze abbiano bisogno di essere scelte con cura.

Questo Retreat è dedicato a chi sente di avere imparato, nel tempo, a restringersi per riuscire a stare nella vita e oggi desidera ritrovare lo spazio per esprimere ciò che è davvero.

A chi non cerca qualcuno che gli dica chi è o come dovrebbe vivere, ma desidera creare le condizioni per ascoltare la propria Anima.

A chi è disposto a rallentare, mettersi in discussione e attraversare ciò che emergerà, anche quando non sarà semplice.

A chi è pronto ad accogliere la propria verità e quella delle persone con cui condividerà il viaggio. Perché il gruppo è parte dell’esperienza e ognuno contribuisce a creare lo spazio di fiducia nel quale gli altri possano sentirsi visti, ascoltati e accolti.

Non serve avere esperienza di Yoga, meditazione o lavoro interiore.

Serve sentire che è arrivato il momento di smettere di vivere una vita che ti chiede continuamente di restringerti.

La candidatura

Se, leggendo queste pagine, hai sentito che questo Retreat parla anche di te, il primo passo è candidarti.

Dopo aver ricevuto la candidatura ti contatteremo per fissare un primo incontro insieme. Sarà uno spazio semplice nel quale ascoltarci, conoscerci e comprendere se questo è davvero il momento giusto per te e se il Retreat è il luogo giusto per accompagnarti.

Questo non è un colloquio.

È il primo passo del percorso.

Se, al termine dell’incontro, sentiremo insieme che questo è il passo giusto, riceverai le indicazioni necessarie per confermare la partecipazione e iniziare la preparazione.

Le candidature rimarranno aperte fino all’assegnazione dei dieci posti disponibili.

Tornare a casa nel Sé

8–11 ottobre 2026

Montegrino Valtravaglia (VA) · Lago Maggiore

Estia Spaces For Being 2026

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